Il pensiero creativo

Emisfero destro del cervello e pensiero laterale

Il cervello e gran parte delle sue attività sono ancora avvolte nel mistero, eppure i ricercatori dell’Università della Pennsylvania pensano di aver scoperto l’interruttore della creatività presente nel nostro cervello.
La corteccia prefrontale del cervello è la sede legata alla cognizione: “spegnendo” la sua funzione di filtraggio rispetto ai ricordi e alle percezioni è possibile in qualche modo dare maggiore spazio alle abilità creative di una persona, attraverso una sorta di minore controllo della mente.
I ricercatori sono giunti a questa scoperta analizzando il comportamento dei bambini, in cui lo sviluppo della corteccia prefrontale è lento ed è per questo motivo che di solito essi sono caratterizzati da una difficoltà a concentrarsi su obiettivi e compiuti precisi; al contrario sono però in grado di fantasticare in modo molto più disinibito degli adulti.

Per comprendere appieno il significato di questa ricerca dobbiamo tuttavia conoscere il funzionamento basilare della struttura del cervello.

Il Cervello e’ suddiviso in due principali sezioni, destra e sinistra , che nell’evoluzione si sono particolarmente differenziate modificando le infrastrutture neuronali degli Emisferi Cerebrali Superiori. Tale suddivisione rispecchia il fatto che anche il nostro corpo ha un’articolazione binaria (abbiamo infatti due occhi, due orecchie, una lingua che differenzia il dolce dal salato … due mani, due gambe, ecc.).

Roger Sperry, Premio Nobel per i suoi studi sulla specializzazione emisferica, arriva alle sue conclusioni dopo aver praticato la resezione del corpo calloso (split brain) a pazienti affetti da gravi forme di epilessia. In questi casi, attraverso l’analisi delle loro funzioni cognitive, si accorge che i pazienti reagiscono diversamente a seconda dell’emisfero che stanno usando.

Proprio esaminando i comportamenti di chi ha i due emisferi separati, Sperry scopre che ogni lato del cervello non solo è deputato a funzioni diverse, ma è altamente specializzato ed ha anche una propria coscienza.

E’ importante capire come queste due modalità di pensare possano essere correttamente coordinate per acquisire differenti livelli e stili di pensiero, senza generare contraddizioni che interiormente conducono a pericolose scissioni della presa di coscienza nella costruzione di una propria personalità creativa.

Dagli studi di RMF (Risonanza Magnetica Funzionale) si interpreta la differente funzionalità dei due emisferi cerebrali come duplice capacità di mettere in correlazione la Memoria a Lungo Termine (MLT) con i processi di Memorizzazione a Breve Termine (MBL) da cui consegue la maggiore o minore capacita e rapidità di azione/reazione del pensiero.

Il pensiero e’ infatti determinato dal flusso di attività mnestiche che utilizzano differenti schemi di relazioni tra MLT e MBT, i quali vanno ad interporre il vecchio ed il nuovo flusso di informazione circolante tra il mondo esterno e la nostra abilità cerebrale fisiologica.

 

Emisfero Sinistro (pensiero logico)

La funzionalità logico-razionale dell’ Emisfero Sinistro si sviluppa attivando la capacità associativa della cosiddetta Area di Wernike che tende a facilitare un integrazione con la MLT.

L’operazione logico-significativa si basa sostanzialmente sulla combinazione di quattro operatori logico-formali che corrispondono nel linguaggio parlato a “SI, NO, E, O” che servono per analizzare e combinare in termini di unità più semplici la dinamica complessa del flusso dell’informazione. Il SI fa procedere il flusso del pensiero e la E permette di connettere una sezione o immagine acquisita con una successiva, mentre il NO interrompe il flusso del pensiero e lo devia verso un’alternativa selezionata da O.

Questa Modalità del Pensiero Logico attribuibile alla predominanza delle attività dell’Emisfero Sinistro del Cervello, indirizza l’attenzione ed il confronto attuabile in termini di riconoscimento e di identità, con la passata esperienza acquisita della MLT (memoria a lungo termine).

 

Emisfero Destro (pensiero laterale)

In questo emisfero ha luogo la modalità di pensiero corrispondente nel linguaggio parlato al SE. Il SE corrisponde ad un atteggiamento di dubbio tendente a favorire l’intuito ed anche la fantasia, cioè le attività cerebrali che indubbiamente divengono necessarie proprio per la valutazione complessiva di schemi logici applicati troppo rigidamente, i quali tendono ad impedire la capacità di delineare nuove significazioni sulla base di rinnovate aspettative, non facilmente prevedibili mediante la ripetitiva applicazione delle sequenze combinatorie degli operatori logico formali.

L’utilizzazione del SE permette di renderci coscienti dei limiti del pensiero logico-formale e quindi facilita la capacità di sviluppare le attività parallele del pensiero laterale (Lateral Thinking) al fine di evitare gli errori ancor prima di risolverli (problem saving).

 

Ora, con una maggior chiarezza circa la neurofisiologia del cervello e dell’attività degli Emisferi Cerebrali, torniamo alla nostra ricerca.

 

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Cognitive Neuroscience e si è basato su una sperimentazione attraverso la stimolazione magnetica transcranica a corrente continua: si è analizzato il comportamento cerebrale dei soggetti sperimentali dopo la visione di una sequenza di 60 oggetti di comune uso quotidiano, uno ogni 9 secondi, per i quali veniva richiesto di pensare a un utilizzo diverso da quello ordinario, misurando il tempo impiegato per dare risposte valide.
E’ stato possibile verificare come riducendo l’attività della corteccia prefrontale, le persone siano in grado di sviluppare con più facilità attività creative e riescano a sviluppare in modo più ampio la propria immaginazione.
Spegnere in questo modo la corteccia prefrontale rende quindi più disinibiti e creativi.

Sulla base di quanto detto va comunque ricordato che la creatività é a portata di mano di ciascuno di noi; l’essere creativi non dipende esclusivamente dalla genetica, proprio perché i geni non sono capaci di gestire i cambiamenti fisici e mentali che si manifestano nell’arco di una vita. La creatività è quindi il modo di saper utilizzare la plasticità del cervello per rispondere alla complessità degli eventi, mettendo in funzione le molteplici ed articolate funzioni intellettive di cui ciascuno di noi é geneticamente dotato.

 

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6 risposte a “Il pensiero creativo”

  1. lampadine led scrive:

    è incredibile come l’uomo abbia progredito in tanti campi ma non sia ancora riuscito a conoscere appieno il suo cervello

  2. Annita scrive:

    che macchina complicata il nostro cervello!Sorprendente e affascinante tutto quello che riesce ad elaborare…

  3. Franca scrive:

    mi chiedevo…..ma l’invecchiamento del cervello,e’ legto all’invecchiamento del corpo?Nel senso,invecchia di pari passo,cosi’ come invecchia il nostro corpo?Oppure a furia di unzionare 24 ore su 24 ad un certo momento esaurisce la sua funzionalita’

    • Cara Franca, rispondo alla sua interessante domanda che sicuramente si saranno poste molte persone oltre a lei. Dunque, l’invecchiamento cerebrale avviene attraverso fisiologiche e graduali modificazioni strutturali e funzionali, cui il cervello va incontro con il passare del tempo. In particolare, andando avanti con l’età si verifica una riduzione del volume e del numero delle cellule nervose, della morfologia e del numero delle sinapsi. È stato calcolato che le cellule nervose cominciano a morire a partire dai 30 anni (il cervello raggiunge più o meno intorno ai 25 la sua piena maturazione). Un limite d’età che grazie alla formazione scolastica prolungata tende ovviamente ad alzarsi. Però il dato di fatto è che dopo i 30 il cervello dell’essere umano comincia a perdere circa 100.000 neuroni al giorno di quei 100 miliardi avuti in dote alla nascita. Questo vuol dire che si perde di media un 1% l’anno, quindi un 40enne avrà lasciato per strada circa il 10%, un 50enne il 20% e man mano la percentuale aumenta. Bisogna allarmarsi? Il giusto, perchè in realtà un modo per porre rimedio alla perdita delle capacità del nostro cervello c’è: una sana e regolare ginnastica mentale. Insomma come si allena il fisico, bisogna allenare la mente per stimolare le varie aree cerebrali e mantenerla agile e flessibile.

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