Attenzione! Oggi si parla di attenzione

che cos'è l'attenzione

Che cos’è l’attenzione…

 

È il processo cognitivo della mente che permette di concentrarsi selettivamente su di un particolare stimolo, ignorandone altri (ad esempio, ci permette di seguire una conversazione, ignorando il rumore di sottofondo, o ci permette di individuare un oggetto familiare in mezzo ad altri oggetti). L’attenzione agisce quindi come un filtro, organizzando le informazioni provenienti dall’ambiente esterno, allo scopo di emettere una risposta adeguata, e regolando l’attività dei processi mentali. È un processo che può funzionare involontariamente (come quando l’attenzione è catturata automaticamente da stimoli che appaiono improvvisamente nel campo visivo periferico) o volontariamente, come quando essa viene diretta coscientemente verso un determinato stimolo.

 

Si distinguono 4 tipologie di attenzione:

- focalizzata, la più breve ma intensa;

- selettiva, che sceglie uno degli stimoli presenti e si impegna su uno solo;

- divisa, se utilizzata per svolgere due attività contemporaneamente;

- aiutata, se una delle attività avviene in modo involontario (esempio: guidare un’ auto e parlare col passeggero).

 

L’attenzione assolve alcuni compiti fondamentali per l’uomo:

- mettere a fuoco alcuni stimoli ed escluderne altri;

- distribuire le risorse cognitive tra diversi compiti;

- permettere la concentrazione continuata su determinati stimoli;

- vigilare in attesa di riconoscere tra gli stimoli in arrivo degli stimoli critici;

- monitorare le nostre stesse azioni.

 

Quando l’attenzione non funziona bene…

 

L’aumento dell’attenzione è chiamato iperprosessia, la diminuzione è chiamata ipoprosessia. La distraibilità dell’attenzione si manifesta come fuga da un oggetto ad un altro; l’affaticabilità, come alterazione progressiva della capacità di concentrazione, vivace solo inizialmente. Una sindrome particolarmente studiata, soprattutto nell’età infantile, è il Disturbo da Deficit di Attenzione ed Iperattività (Attention Deficit Hyperactivity Disorder, ADHD). Il termine è stato coniato per indicare un problema che interessa sia bambini che adulti che manifestino difficoltà nel mantenere l’attenzione nel tempo, nel controllare l’impulsività e nel regolare il proprio livello di attivazione fisiologica. Questo disturbo ha avuto numerose etichette nel corso di quest’ultimo secolo: reazione ipercinetica del bambino, iperattività, sindrome ipercinetica, disfunzione cerebrale minima, Disturbo da Deficit Attentivo.

Nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali – IV edizione sono elencate alcune caratteristiche importanti per porre diagnosi di ADHD:

- Spesso non riesce a prestare attenzione ai dettagli oppure compie errori di distrazione nel lavoro scolastico o in altre attività;

- Spesso ha difficoltà nel mantenere l’attenzione nei compiti o nelle attività di gioco;

- Spesso sembra non ascoltare quando gli si parla direttamente;

- Spesso non segue correttamente le istruzioni e sbaglia nel portare a termine i compiti di scuola, gli impegni quotidiani o i propri doveri (non a causa di comportamenti oppositivi o di errori di comprensione delle istruzioni);

- Spesso ha difficoltà ad organizzare compiti ed attività;

- Spesso evita, non sopporta o è riluttante nell’affrontare compiti che richiedono uno sforzo cognitivo rilevante (come compiti di scuola);

- Spesso dimentica cose necessarie per compiti o attività (ad esempio giocattoli, consegne scolastiche, matite, libri o strumenti);

- Spesso è facilmente distratto da stimoli estranei;

- Spesso è smemorato nelle attività quotidiane.

 

Informazioni aggiuntive….

 

Si stima che le difficoltà di attenzione e iperattività interessino circa il 5% – 7% della popolazione in età scolare, con un rapporto tra i sessi di 4 maschi ogni femmina. La natura del disturbo ha una componente biologica innata, con forti caratteristiche ereditarie, e una di tipo educativo – ambientale. L’ipotesi più accreditata è che un bambino nasca già con una predisposizione a sviluppare i comportamenti tipici dell’ADHD la cui gravità dipende dalla situazione ambientale in cui l’individuo vive. La struttura dell’ambiente, soprattutto domestico, ha un forte impatto sulle manifestazioni comportamentali del bambino con difficoltà di attenzione e iperattività. L’evoluzione del disturbo è sicuramente migliore se il bambino e la famiglia vengono precocemente seguiti da un operatore clinico che insegni loro alcune tecniche per il controllo comportamentale.

 

Una risposta a “Attenzione! Oggi si parla di attenzione”

  1. Serena scrive:

    Ho iniziato il corso di scienza e tecniche psicologiche quest’anno e il suo articolo mi è stato molto utile per capire ed approfondire meglio l’argomento, molto interessante e chiaro! Grazie mille e buona giornata :)

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