La timidezza

la timidezza

Nel Dizionario di Psicologia (Galimberti, 2006) si legge che la timidezza è caratterizzata da un “disagio di fronte a estranei che si manifesta in un comportamento esitante, ritroso o impacciato in situazioni di natura sociale. Espressioni di timidezza sono l’arrossamento del viso, difficoltà di espressione verbale, impaccio gestuale e altre inibizioni fisiche e psichiche. La timidezza può essere occasionale, quando fa la sua comparsa in situazioni nuove o comunque insolite per il soggetto, o tipica, dovuta ad un senso di inferiorità da addebitare a una scarsa confidenza con se stessi o a errori educativi in ordine alla socializzazione”.

Pur non essendo una malattia, la timidezza è un disturbo che può creare un disagio notevole che nei casi più gravi può portare a conseguenze psicologiche non indifferenti.

Importanti evidenze scientifiche hanno tuttavia dimostrato come la timidezza possa essere “semplicemente” dovuta alle dimensioni di una parte specifica del cervello umano: il cervelletto.

Ce lo racconta una ricerca tutta italiana.

Gli scienziati dell’I.R.C.C.S. Fondazione S.Lucia e dell’Universita’ “La Sapienza”di Roma, hanno rilevato infatti che nelle persone più estroverse il cervelletto è particolarmente sviluppato, mentre appare di dimensioni più contenute nelle persone molto timide.  Quel che è apparso ai ricercatori, ad ogni modo, è che il cervelletto abbia un ruolo molto importante sia nella determinazione che nelle differenze individuali della personalità.

Fino ad ora questa parte dell’encefalo era stata correlata a funzioni cognitive e motorie, negli ultimi tempi a quelle affettive, ma mai nulla della sua esistenza era stato correlato allo sviluppo della personalità.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista di settore Human Brain Mapping, ed è il primo che si occupa di questa particolare correlazione. I dati sui quali gli scienziati hanno lavorato sono stati estrapolati da un campione molto ampio per il quale sono state utilizzate sia tecniche di “neuro-immagine strutturale” sia le misure di personalità descritte nella nota “Scala di Temperamento e Carattere” di Cloninger, il padre del “modello bio-psico-sociale” della personalità.

Commentano i ricercatori:

“nell’investigare da un punto di vista strutturale le regioni cerebrali più probabilmente associate con gli stili di personalità, una questione preliminare risulta essere quella di determinare come le strutture, specificatamente in termini di volume, possano essere collegate alle funzioni. La domanda è: un volume più grande della media di una determinata area può significare maggior potenza per svolgere specifiche funzioni? In questo caso la risposta è si”.

Benchè questa ricerca apra una nuova finestra, per così dire biologica, sullo studio delle caratteristiche personologiche non va dimenticato che ogni tratto di personalità, come la timidezza appunto, se diventa estremo e vincolante, necessita di un’attenzione particolare e, nei casi più gravi, dell’aiuto di uno psicoterapeuta.

 

Fonte: Galimberti, U. “Dizionario di Psicologia”, UTET, 2006

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