L’arte di non stressarsi

lo stress

Una ricerca pubblicata in questi giorni sulla rivista britannica Journal of Epidemiology and Community Health ha messo in luce come l’arte sia un valido rimedio naturale contro uno dei mali del secolo: lo stress.
Gli studiosi che hanno condotto la ricerca si sono concentrati sulla possibile relazione tra stato di salute (sia fisico che mentale) ed il piacere determinato dall’arte in particolare e dalla cultura in generale, che sembra avere un’influenza positiva anche sulla depressione. La ricerca è tuttavia ancora in fieri, per cui per notizie più significative e statisticamente rilevanti dovremo attendere ancora un po’.
Quello che invece sappiamo per certo è che conoscere i meccanismi dello stress, il modo in cui agisce sul nostro organismo e le tecniche per ‘tenerlo a bada’ ci può essere molto utile per combattere ad armi pari contro un nemico assolutamente nocivo.

Dunque vediamo di cosa si tratta quando parliamo di stress.

Il concetto di “stress” (come molti altri concetti di dominio medico/psicologico come ansia, depressione, esaurimento, ecc.) è oramai largamente utilizzato nel linguaggio comune e associato a situazioni quotidiane tipiche di una vita caotica, frenetica e piena di impegni.
In realtà il termine stress, coniato dal fisiologo Hans Selye negli anni ’30, indica una vera e propria sindrome di adattamento dell’organismo a degli stressor (sollecitazioni).
Selye definì come stressanti quegli stimoli capaci di aumentare la secrezione ormonale, ad opera della corticale del surrene. Interpretando il fenomeno come conseguenza di una risposta sistemica dell’organismo, Selye parlò di “sindrome di adattamento generale“, di cui distinse tre fasi.
In una prima fase, detta “di allarme”, l’individuo riconosce il pericolo insito nello stimolo e mette in atto meccanismi di coping sia fisici che mentali.
Segue poi una fase detta “di resistenza”, di estrema importanza nell’economia della risposta, nella quale assume un ruolo fondamentale l’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (asse HPA) nella quale viene messo in atto un complesso programma sia biologico che comportamentale che sostiene la risposta allo stressor. Questa fase può sconfinare in quella detta “di esaurimento” nella quale si verifica una critica riduzione delle capacità adattattive dell’organismo.
Quest’ultima fase è la più pericolosa, in quanto un’esposizione prolungata ad una situazione di stress può provocare l’insorgenza di patologie sia fisiche che psichiche. In particolare, lo stress cronico attiva un circuito composto da strutture cerebrali e da una ghiandola endocrina, il surrene, il quale aumenta la secrezione di cortisolo. Quest’ormone, anche conosciuto come ormone dello stress, se presente in quantità superiori alla norma provoca vari disturbi.

Situazioni croniche di stress possono essere all’origine di ulcera gastroduodenale, asma, colite, turbe del ritmo cardiaco.
L’esposizione continua ad una fonte di stress e l’attivazione ripetuta della risposta fisiologica sono direttamente correlati all’insorgenza di disturbi cardiovascolari come l’ipertensione, l’ischemia e l’infarto.
Un possibile ruolo dello stress è stato anche sostenuto (ma in via del tutto ipotetica) nello sviluppo del cancro, così come nella riduzione delle difese immunitarie.
E’ indubbia la relazione causale tra lo stress e la salute, e quindi il benessere dell’individuo.
Una reazione molto frequente allo stress può essere la caduta dei capelli, uomini e donne possono sviluppare alopecia, o presentare chiazze di calvizie. Lo stress può inoltre favorire e accelerare la comparsa di capelli grigi o bianchi.
Altro fenomeno notoriamente associato allo stress può essere la problematica dermatologica, come l’acne dovuta all’incremento del livello di cortisolo che incentiva la produzione di sebo.

Vediamo allora quali sono i sintomi più comuni di una condizione di stress.

Frequente sensazione di stanchezza generale, accelerazione del battito cardiaco, difficoltà di concentrazione, attacchi di panico, crisi di pianto, depressione, frustrazione, attacchi di ansia, disturbi del sonno, dolori muscolari, ulcera dello stomaco, diarrea, crampi allo stomaco, colite, malfunzionamento della tiroide, facilità ad ammalarsi, difficoltà ad esprimersi e a trovare un vocabolo conosciuto, sensazione di noia nei confronti di ogni situazione, frequente bisogno di urinare, cambio della voce, iperattività, confusione mentale, irritabilità, abbassamento delle difese immunitarie, diabete, ipertensione, cefalea, ulcera.

Da questo breve quadro appare evidente quanto lo stress sia nocivo per l’organismo ed invalidante per la persona che lo sperimenta.
L’andamento generale è spesso quello di dare per scontata la propria salute mentale ed emotiva, prestandovi attenzione solo qualora si sviluppino problemi seri.

Il primo passo per fronteggiare (o prevenire) una condizione di stress è riconoscere i propri limiti. Ognuno di noi ha un livello personale di tolleranza alle stimolazioni esterne; essere consapevole del proprio livello è fondamentale.

Un altro passo importante riguarda la capacità di sviluppare specifiche modalità di coping (insieme degli sforzi cognitivi e comportamentali attuati per controllare specifiche richieste interne e/o esterne che vengono valutate come eccedenti le risorse della persona).

Lavorare sulla propria assertività è sicuramente un’altra via indispensabile da percorrere in questo arduo percorso per evitare /contenere lo stress; gestire l’assertività può significare: diventare capaci di manifestare i propri sentimenti e le proprie emozioni, di comunicare efficacemente agli altri i propri bisogni ed il proprio punto di vista, anche esprimendo opinioni contrarie alle loro, imparare a dire di “no” quando non ci si sente in grado di svolgere un compito, tentare di gestire le critiche e le pressioni sociali.

L’ultimo passo, ma forse il più importante, è non aver paura di rivolgersi ad uno psicologo per poter affrontare, comprendere ed imparare a gestire le proprie difficoltà soggettive.

8 risposte a “L’arte di non stressarsi”

  1. Giulietta scrive:

    L’altra sera a cena si parlava con degli amici “sotto stress”, tra lavoro e studio, proprio di questo, cioè di imparare a gestirlo, e quindi a gestirsi. Dopo questa lettura le mie idee (e le loro, visto come racconterò del suo post…) in merito, sono più chiare. Quindi la ringrazio e sono d’accordo. Parlarne con uno psicologo è un passo fondamentale.

    • Cara Giulietta, sono molto felice di appurare che questi brevi articoli possano essere utili a voi utenti per comprendere un pò meglio alcune tematiche psicologiche che oramai fanno parte della quotidianità di tutti. Parole come stress, ansia, esaurimento nervoso, ecc…sono inflazionate e divenute sinonimo di ‘malessere’ in generale, ma poi nello specifico in pochi sanno cosa significano davvero. Aiutarvi a capire: questo è l’obiettivo che mi sono prefissata con questo blog!

  2. R0bert0 scrive:

    imparare a dire no! eccomi sono proprio io, dovrei seguire il suo consiglio.

  3. evelyn scrive:

    concordo con il saper dire di no a noi stessi ma anche agli altri ke spesso nn capiscono e nn rispettano!!

  4. sarah scrive:

    Mi sento veramente stressata per tanti motivi e con conseguenze negative per la mia salute psichica e fisica, La notte non dormo più, entro facilmente in paranoia, trovo difficoltà a volte a respirare e spesso il mio battito aumento senza spiegazione, non ce la faccio più perché vorrei veramente provavare a sentirmi meglio ma non ho idea di come fare, perdo facilmente il controllo e mi arrabbio per ogni minima cosa! Sono consapevole che andando avanti così rischio di farmi del male ma anche a quelli che mi vogliono bene perché a volte i miei comportamenti mi inducono a stessare altre persone! Mi dia un consiglio per riuscire a stare meglio o almeno a trovare un modo per diminuire questo continuo stress, la ringrazio anticipatamente

  5. Cara evelyn, autoimporsi dei ‘no’ come dici tu non è semplice, ma a volte rappresenta l’unica possibilità per non cadere nella spirale dello stress.

  6. Sarah, i sintomi e gli stati d’animo che descrivi sono sicuramente legati allo stress, ma possono essere trasversali ad altre condizioni di interesse psicologico. Il consiglio più utile che possa darti è quello di rivolgerti ad uno psicologo della tua zona. Chiedere aiuto in momenti particolarmente difficili non è sintomo di debolezza ma una scelta responsabile.

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