Le sostanze….in sostanza!

Le droghe

Correva l’anno 1971 quando Richard Nixon lanciò la sua War on Drugs, la guerra alle droghe. Da allora, ogni anno, si celebra la “Giornata Mondiale contro il Consumo e il Traffico di Droga”, indetta dall’Assemblea Generale per ricordare a tutti gli stati membri l’obiettivo comune di creare una comunità internazionale libera dalla droga.
L’ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) sceglie ogni anno il tema della giornata internazionale, lanciando campagne di sensibilizzazione sul problema della droga nel mondo.
La salute è il tema della campagna 2011, e il giorno dedicato è il prossimo 26 giugno.

Purtroppo, le stime parlano chiaro: dopo 40 anni la situazione non è migliorata di molto. La logica di ‘repressione con la forza’ ha solo scatenato una vera e propria guerra armata in cui per il momento i vincitori risultano essere i cartelli della droga e le organizzazioni criminali che continuano a fare enormi profitti sulla pelle della povera gente. Per questo le associazioni che da anni si occupano della lotta contro la droga hanno deciso di cambiare strategia.

Non si capisce quale differenza ci sia tra il rendere disponibile una siringa sterile e il rendere disponibile un luogo pulito e sicuro dove utilizzarla. In entrambi i casi non si tratta di consenso sociale all’utilizzo di sostanze, ma di un intervento sanitario, che non produce un aumento di consumo di stupefacenti, bensì il contrario, oltre a un drastico calo delle overdose e delle infezioni da Hiv e epatiti”.

Queste, le parole di Alessandra Cerioli, presidente nazionale della Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids (LILA). Ciò che viene proposto, seguendo la scia di altri paesi europei e non solo, è di non usare coercizione, ma di accompagnare, per così dire, il fenomeno verso una graduale regolarità.

Come fare?

Una soluzione potrebbe essere una collaudata “stanza per l’autoconsumo in sicurezza”, dei centri autorizzati e controllati dove le persone si recano per iniettarsi le sostanze stupefacenti senza il rischio di contrarre le malattie che frequentemente si trasmettono, ad esempio con lo scambio di siringhe, prima fra tutte, l’Aids.
Questa strategia è già utilizzata in alcuni Paesi come Australia, Svizzera, Germania e Canada, e si è rivelata molto efficace contando una diminuzione di casi di contagio da Hiv.

E l’Italia, paese in cui il consumo di droghe pesanti come l’eroina e tra i più alti al mondo, cosa aspetta ad adottare queste tecniche sperimentali?

Mentre attendiamo una risposta, cerchiamo di capire davvero quando ci occupiamo di droga di cosa stiamo parlando. E iniziamo a farlo dalla comprensione dei meccanismi mentali che si instaurano a seguito dell’uso di sostanze stupefacenti.
Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-IV) ha individuato determinati criteri diagnostici per definire la “Sindrome di Dipendenza”.
La dipendenza è una modalità patologica dell’uso di sostanze. Il risultato è un disagio clinicamente significativo che si manifesta con tre o più delle seguenti condizioni:
Tolleranza, definita da una di queste condizioni:
a) Bisogno di un marcato aumento di sostanza per raggiungere l’effetto desiderato
b) Una netta diminuzione dell’effetto in seguito all’uso continuato della stessa quantità di sostanza
Astinenza, manifestata da una di queste condizioni:
a) La sindrome d’astinenza caratteristica della sostanza usata
b) La sostanza è assunta al fine di alleviare i sintomi dell’astinenza

Non ci serve un esperto per capire quanto la tolleranza e, successivamente, la dipendenza possano totalmente sconvolgere la vita di una persona che fa uso di sostanze.
Ma per essere più scientifici, analizziamo cosa accade da un punto di vista neurobiologico.

Di seguito, i punti chiave sui quali ad oggi concorda la comunità scientifica internazionale impegnata nella ricerca nel campo delle neuroscienze:

• L’assunzione di sostanze causa plasticità nei circuiti neurali della gratificazione, della motivazione, dell’apprendimento, del controllo inibitorio, delle funzioni esecutive;
Addiction (termine preferibile a quello di tossicodipendenza perchè troppo legato quest’ultimo alla dipendenza fisica) è una perdita di controllo che spinge all’assunzione di sostanze nonostante la consapevolezza del soggetto sulle conseguenze negative che tale assunzione comporta;
• Addiction è, più precisamente, una disfunzione dei circuiti cerebrali della gratificazione (brain reward centers) deputati naturalmente alla sopravvivenza dell’organismo e della specie;
• L’influenza genetica sui tratti di personalità (impulsività, propensione al rischio, risposta allo stress) incide al 60% sulla vulnerabilità alla dipendenza;
• L’alcol e le altre sostanze alterano i processi di volontà dirottando i meccanismi cerebrali (hijacking) implicati nella ricerca di rinforzi naturali e indebolendo i meccanismi inibitori di tali processi, portando a una progressiva perdita di controllo sull’assunzione di sostanze.

La dipendenza è una condizione estremamente complessa, che porta l’individuo a vivere in maniera totalmente orientata all’assunzione della droga. Intervenire non è semplice, tant’è che molte terapie oggi disponibili spesso falliscono.
Sicuramente alla somministrazione di sostanze che impediscono alla droga di raggiungere il bersaglio o che imitano gli effetti dello stupefacente andrebbe affiancata una terapia di supporto psicologico, per aiutare la persona a liberarsi definitivamente di questa dipendenza altamente nociva.

Lascia un Commento

Privacy Policy