Cinema e Psicopatologia # 2 – Two lovers

Two lovers

Il film che vi presento questa settimana è TWO LOVERS di James Gray (2008)

 

Leonard Kraditor (Joaquin Phoenix) è tornato a casa a Coney Island nel quartiere
di Brighton Beach a Brooklyn. Dietro le spalle un fallimento amoroso e un
tentato suicidio. Il padre (Moni Moshonow) e la madre (Isabella Rossellini), discreti
e affettivi, cercano di coinvolgerlo nella vita familiare e spingerlo a frequentare
la bella Sandra (Vinessa Shaw), figlia di amici comuni e operosi gestori di tintorie,
come loro. Sandra è molto diretta e fa intravedere a Leonard una vita serena
e stabile, circondata da affetti e sicurezze. Leonard sembra accettare di buon
grado questa nuova opportunità di dimenticare un passato tormentato e manifesta
a Sandra il suo amore con slancio e tenerezza. Nella vita di Leonard, però,
compare la bionda Michelle (Gwyneth Paltrow), fascinosa dirimpettaia, nonché
segretaria d’azienda impelagata in una storia extraconiugale col suo capo, Ronald
(Elias Koteas). Leonard e Michelle diventano amici, nel senso che la seconda confida
i suoi tormenti amorosi al primo e questi l’asseconda finché, in occasione di
una crisi tra i due amanti, lo stesso Leonard si fa avanti e dichiara la sua passione
per l’affascinante Michelle.
Interpretato in modo magistrale da attori di prim’ordine, il film disegna un’atmosfera
carica di sentimenti e dimensioni affettive privi di banalità e di stereotipie.
Eppure il tema classico che emerge non è altro che il triangolo amoroso, pluricitato
e sfruttato in tante altre trame. Qui, però, il percorso narrativo non stride,
anzi esalta gli snodi prevedibili e ce li presenta in forma originale, così ben
delineata da farci partecipare con interesse al dramma dei protagonisti. Leonard
è un uomo depresso dalla vita, ma forse ha una personalità che lo contraddistingue
in tal senso, triste ma non disperato si lascia vivere tra l’affabile concretezza
del padre e l’apprensività discreta della madre. Del resto, il tentato suicidio, di cui
si intravedono le cicatrici ai polsi, esprime una vulnerabilità e una forte predisposizione
alle tempeste passionali che egli è incapace di vivere senza una componente
impulsiva e un po’ masochista. È così che la passione per la bionda
Michelle, capricciosa e incostante, esplode proprio quando l’incontro con la
bruna Sandra sta per riportare Leonard nella dimensione affettiva e sociale, dove
si collocano le sue radici e dove potrebbe riorganizzarsi il suo io lacerato e ancora
fragile per i traumi passati. Leonard ama ciascuna delle due donne ma in modo
Cinema
diverso; quasi convinto al fidanzamento con Sandra, già è pronto a rinunciarvi per
una fuga avventurosa con Michelle, che lo inebria per la sua imprevedibilità e lo
esalta concedendoglisi quasi per caso.
Leonard, eroe del desiderio, gioca tutte le sue carte su di esso e quando rischia
di perderlo sembra un uomo finito. Già, perché non è il sottrarsi di Michelle al
suo amore che lo può distruggere ma la disperazione di non poter più amare. Il
finale del film, che non riveliamo, porta quindi un tocco di classe nel risolvere il
triangolo amoroso della trama: Leonard capirà che il desiderio non è prerogativa
di una sola donna e che la bionda e la bruna sono i profili di una stessa medaglia
da ritrovare nella sabbia a lui ben conosciuta di Brighton Beach.

Giuseppe Lago

[Via]

2 risposte a “Cinema e Psicopatologia # 2 – Two lovers”

  1. Luca38 scrive:

    Magistrale interpretazione di Joaquin Phoenix, viene quasi da chiedersi dove abbia preso l’ispirazione. Da se?

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